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Proseguono le interviste del nostro Andrea, alla scoperta del mondo OlimpiaSile, attraverso le parole degli allenatori, atleti, dirigenti delle varie squadre.

...abbiamo fatto due chiacchere con Gabriele Stefani, storico dirigente della società, sempre dietro le quinte ma persona affidabile e disponibile.
Gabriele Stefani
Gabriele Stefani

Ciao Gabriele, domanda di rito, tutto bene ? Adulto e vaccinato ?

Premetto che non sono un amante della “scrivania” per il resto posso dire bene a parte qualche acciacco... Sono stato vaccinato, quindi pensionato e vaccinato..

Ti avviso subito che non ho voglia di parlare di Covid e palestre chiuse, ma con te vorrei affrontare altri argomenti. Innanzitutto tu sei uno dei dirigenti storici della allora “Basket Sile 2001”. Raccontaci come tutto ebbe inizio, ovvero come ti approcciasti al basket.

Ebbe inizio quasi per caso tra il 1993/94, quando la soc. Basket Lanzago (nella persona di Marco Cultrera l’allora presidente e tramite mio cognato Roberto)  mi propose di allenare (esperienza che ho seguito per un anno circa) una squadra delle giovanili.

Successivamente entrai a far parte della dirigenza e cominciai a seguire negli anni anche mio figlio Andrea come accompagnatore .

Nel 2001 ci fu la fusione tra Basket Silea e Basket Lanzago che fece nascere un’unica Società cioè Basket Sile 2001. Questo ci ha permesso di unire il settore giovanile di Lanzago con la prima squadra di Silea.

Come hai vissuto la “fusione” con l’Olimpia Carbonera  ? Parlaci dei problemi odierni di una piccola società sportiva come la nostra.

La fusione con Olimpia Carbonera non è stato un passaggio facile specialmente nei primi tempi, ma posso dire che attualmente grazie alle persone coinvolte di Carbonera si è creato un buon rapporto di collaborazione.

Un grosso scoglio è quello di trovare persone disponibili a dedicare del tempo all’attività che una società come la nostra necessita. Siamo riusciti negli anni a coinvolgere alcuni genitori nella gestione per esempio delle squadre giovanili e del mini basket. E questo secondo me è un punto fondamentale per la crescita dei ragazzi.

So che la tua passione per il basket non si limita all’OlimpiaSile ma abbraccia la pallacanestro a 360 gradi. So che sei tifoso TVB e soffri come tutti la chiusura di palazzi e palestre , ma sappiamo che piano piano si stanno riaprendo . Voglia di tifo ?

Sono sempre stato un super tifoso dell’allora Benetton Basket, posso dire che quando entri per la prima volta al Palaverde ti rendi conto di quanto bello sia questo sport.

Grazie a Vazzoler la piazza trevigiana si è ritrovata in quel palazzetto.

 

Il basket non è solo quello che si vede in televisione. So che sei molto legato ad una splendida iniziativa, i “baskettosi”. Ce ne vuoi parlare ? Come inquadreresti socialmente il basket integrato ?

Tutto è partito una decina d’anni fa nel momento in cui Andrea Carniato, trevigiano ed ex giocatore di basket decise di avvicinarsi ad un progetto per aiutare e stare vicino ai ragazzi con disabilità relazionali e intellettive: i Baskettosi.

Nel 2010 gli è stato chiesto di diventare l’allenatore di questi ragazzi. Quando prese in mano la squadra vi erano otto-dieci ragazzi, oggi ne allena 25 senza tenere conto dei 10 partner normodotati. Una realtà che è ormai una delle eccellenze dello sport della Marca e di tutta Italia, per una famiglia allargata di circa 50 persone a cui si aggiungono gli allenatori che seguono tre squadre.

Quando giocano i Baskettosi fanno parte del torneo “Special Basket” della sezione interregionale Nord-Est: un campionato nazionale patrocinato da Special Olympics (ass.ne sportiva internazionale che organizza campionati riservati a tutte le categorie di sport dedicate ai ragazzi disabili).

Quando si inizia a conoscere questo mondo non si riesce più a farne a meno. Andrea Carniato dice : “Devo dedicare anima e cuore a questo progetto ma ciò che mi ritorna dal punto di vista umano vale ogni sacrificio.” E ha ragione!

E i risultati lo dimostrano. Difatti due ragazzi trevigiani dei Baskettosi, Andrea Stefani e Andrea Pozzebon sono stati convocati dalla nazionale italiana di Basket per disabili, agli Special Olympics World Game che si sono disputati nel marzo del 2019 ad Abu Dhabi. Esperienza alla quale ho potuto partecipare ovviamente da spettatore e che mi è rimasta nel cuore.

Anche i numeri delle iscrizioni che giungono ai Baskettosi confermano l’ottimo operato che ha svolto e continua a svolgere l'associazione,  infatti le squadre attuali sono salite a tre, questo per fare in modo che i ragazzi che magari hanno meno capacità rispetto agli altri possano avere più opportunità e più spazio per giocare alla pari con i rispettivi avversari.

Ma bisogna anche dire, che senza l’aiuto fondamentale dei partner normodotati non ci sarebbe niente di tutto questo.

I Baskettosi sono e resteranno un esempio  di unione tra attività sociale e sport.

 

Una persona a te molto vicina è una punta di diamante di questa realtà, anche a livello nazionale.

Per questo motivo non finiremo mai di ringraziare la società Basket Sile 2001 di Silea che ha permesso ad Andrea di avvicinarsi al basket partendo dal minibasket fino all’under 19.

Un ringraziamento va fatto a tutti gli allenatori  che via via l’anno accolto in squadra offrendogli la possibilità di giocare a livello agonistico fino all’eta’ di 19 anni.

L'avvicinamento al basket unificato è avvenuto durante una giornata dello sport dove abbiamo conosciuto la sua attuale squadra, i Baskettosi.

 “Ricordo molto bene quando vidi per la prima volta Andrea (racconta Andrea Carniato suo attuale allenatore).    

Sono passati 8 anni, organizzammo una partita di dimostrazione a Roncade e prima dell’inizio dissi ai miei ragazzi:  “andateci piano, non so se i nostri avversari hanno mai fatto una partita prima d’ora e non conosco neppure il loro livello.”   Alla prima azione Andrea ruba palla a metà campo, pochi palleggi e va quasi a schiacciare a canestro!    Con gli altri tecnici ci siamo guardati quasi increduli ed all’unisono il pensiero è stato che doveva essere uno dei BASKETTOSI.

Da allora Andrea è diventato un giocatore importante sapendosi inserire in un gruppo di ragazzi che lo hanno accolto con felicità. E’ cresciuto sia tecnicamente sia caratterialmente;  si è fatto conoscere come ottimo giocatore ma soprattutto apprezzare per il suo carattere mettendosi a disposizione dei suoi compagni di squadra, cercando di essere anche un esempio, stringendo nuove amicizie ed interfacciandosi con loro.

Sul campo ha avuto modo di ottenere molti riconoscimenti, ha ricevuto premi come miglior giocatore in tornei anche all’estero ma soprattutto è migliorato costantemente fino ad avere l’opportunità di vestire la maglia azzurra ai Giochi Mondiali ad Abu Dhabi nel marzo del 2019. "  

 

E come si inquadra il basket italiano nel mondo paraolimpico ? (tieni presente che la soddisfazione che mi diede una medaglia della Vezzali non è superiore a quella, ad esempio, che mi da una Bebe Vio, parlando di scherma. Forse l’uomo della strada dovrebbe essere più informato di quello che va oltre le pagine principali della “gazzetta dello sport”, che ne pensi ?

Sono pienamente d'accordo, purtroppo alcune realtà come quella dei Baskettosi giusto per fare un esempio, difficilmente ne senti parlare a livello nazionale e questo è un peccato perché non si porta a conoscenza delle possibilità che ci sono anche per questi ragazzi, lo sport in pratica dovrebbe essere inclusivo.

 

Tornando alla nostra piccola realtà, secondo te che ambizioni deve porsi una società come la nostra, e non parlo solo di risultati sportivi, ma anche sociali ?

Direi che avere una squadra in serie D è già un buon traguardo, quello che ritengo sia importante ma credo anche che lo sia per tutta la società Olimpia Sile intendo,  sia quello di investire tempo e risorse per i giovani. Vedere ed osservare i bambini e ragazzi che si allenano per me è motivo di soddisfazione.

Come ti sembrano le due Italie , quella che amiamo di più, cioè quella della palla a spicchi che , a sorpresa, battendo la Serbia si è qualificata per le Olimpiadi, e quella di Mancini che da pochi giorni è campione d’Europa ?

Beh che dire, basterebbe guardare in tv cosa passa in questo periodo e  confrontare il tempo che viene dedicato al calcio rispetto al basket, non c'è nient'altro da dire.

Tornerà un giorno, speriamo non lontanissimo, Treviso a lottare per lo scudetto (magari con un atleta uscito dalle nostre giovanili) ?

Da tifoso me lo auguro….

A proposito, come siamo messi a giovani , qui all’ OlimpiaSile ? Qualcuno che avrà una sua carriera nel basket , magari dalla B in su si riesce ad intravedere, o appena vi è un “sospetto” società più importanti lo portano via ? (vi è collaborazione con queste società) ?

Per esperienza mi sento di dire che se c'è un ragazzo con buone qualità e quindi come si usa dire, un buon prospetto, difficilmente lo si riesce a trattenere. Ma credo che dovrebbe essere l'obiettivo di qualsiasi società quello di far emergere il talento dei ragazzi.

So che questa intervista è stata “pesantina”,  più di altre. Allora finiamo in bellezza, oltre al basket la tua passione principale ?

Juventus!!

Mai che queste interviste finiscano bene ! ?

Grazie per la pazienza